...aspetto. E se non arriva? Te l'ho detto, non mi interessa... Ma pensi che ne valga la pena? Non lo farei, altrimenti. E non credi di perder tempo? Fa qualcos'altro, mentre aspetti... Ma se faccio qualcos'altro, prima che arrivi, il tempo che dovrebbe trascorrere sarebbe comunque lo stesso. Appunto. Mmm...preferisco aspettare. Ci sono tante altre cose che devo fare, ma per questa, preferisco aspettare. Dev'essere importante... Non lo so mica, sai? Appunto, stai calmina qui e vediamo che succede. Se arriva. Cosa arriva. Speriamo che arrivi... Non cominciare ad angosciarmi, per favore. Calma. Con calma. Si, si, calma, mica voglio mettere fretta, ho detto solo "Speriamo che arrivi". Ecco, si, brava. Spera. Spera, e aspetta. Aspetta e spera, casomai... Come ti pare...
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...Aspetta e spera.


Era un tranquillissimo pomeriggio sonnacchioso quando dovetti alzarmi per riordinare un pò la casa. Durante le faccende, avvertii un leggero languorino e poichè Ambrogio non era disponibile mi fu necessario far mente locale su cosa potesse soddisfare tale esigenza. Optai per una banana, considerato il fatto che avendo le difese immunitare di una triglia in coma mi trovavo vittima del secondo attacco di raffreddore in un mese (e ora non stiamo qui a soffermarci di come il potassio sia inutile in tali casi, non avevo voglia di sbucciare un'arancia). Rimandai il mio spuntino di una decina di minuti, giusto il tempo di togliere gli impicci (e per impicci intendo kleenex) dal salone e successivamente, quando finalmente giunsi al momento tanto desiderato, aprii la credenza (non curante del fatto che solitamente le banane non si conservano in credenza) e diedi pace al mio stomaco con un primo dolcissimo morso.
"Crrrrunch!"
Un momento.
Da che mondo è mondo le banane non fanno "Crunch!"
Stavo mangiando una barretta cioccolatosa ai cereali a basso contenuto calorico (seeh, quando mai..), dico ma perchè abbiamo questa roba in casa? Lo so io il perchè. Ormai è un meccanismo automatico e non ci si può più far niente. Anzi no, una cosa si può fare: quest'anno la spiaggia non vedrà neanche l'ombra (mastodontica) del mio sedere, vado a fare l'inter rail in Germania. Tiè.
Yo la Tengo - Mr.Tough (grazie, struzzo)
Orbene torno adesso da un curioso pomeriggio che mi ha scombussolato un pò le carte. Non tanto per il ritorno al seggio causa ambiguità in ambito provinciale, quanto per la manifestazione in alcuni casi artistica, in altri "artistica" svoltasi presso il folkloristico circolo degli artisti, Roma (dove mercoledì ho avuto la fortuna di riascoltare dopo un anno di astinenza i meravigliosi Marta sui Tubi). Ebbene proprio oggi scopro la NUA. Se sia un'associazione culturale o meno non mi è tanto chiaro, sta di fatto che è "una cosa" abbastanza buona che permette agli artisti sconosciuti di mettere in mostra le proprie opere e agli "artisti" altrettanto sconosciuti di mettersi in mostra. Devo tale scoperta all'autore della foto qui postata, che proprio oggi ha esposto -mi pare- con successo (le mie sincere congratulazioni allo struzzo). Allor cos'è che mi perplime? Probabilmente il frequente ricorso alle virgolette. Un vero peccato vedere tanta confusione radicata in luoghi dove per principio non dovrebbe essercene. Troppo spesso viene data parola a "visionari" che per vanità o per frustrazione usano ostentare una creatività che non credo possiedano, e trovarmi ad una mostra in cui una buona percentuale di validi autori ha avuto modo di farsi notare affiancati a questi altri creativi virgolettati mi ha fatto arricciare il naso. Ad ogni modo è stato interessante osservare ogni pezzo: bisogna ammettere che chi è provvisto di virgolette nella maggior parte dei casi è anche colmo di senso estetico, privo di qualsiasi significato, ma comunque gradevole alla vista, e nel caso dei sensibili e degli impegnati la mia approvazione (che è inutile, lo so) è stata immediata, anche se certe cose -c'è da dirlo- più di qualche secondo non riuscivo a guardarle...che tante volte il senso estetico non sposa mica bene col messaggio polemico della donna vista come bene di consumo nella società occidentale, eh?! Però dipingere "una femmina" grondante di sangue in tenuta fetish con l'indicazione delle fasce muscolari a mo' di piantina da macellaio della coop non è che sia l'unica via.
Comunque l'anno prossimo ci saranno altri osservatori critici che avranno occasione di demolire me.
E mi starà bene.
(e forse anche un pò melodrammatica...)

Questo lo tengo per ricordo, e chissà se prima o poi tornerà ad essermi utile... il mondo è pieno di imbecilli.
James Taylor_You can close your eyes.


Mozart, Chopin e Michiel

se non riesci a vedere il video clicca qui!
Ho detto al mio omeopata di essere intollerante alla gente e lui mi ha somministrato dei farmaci per il cervello, ma la campagna elettorale di queste settimane è riuscita a vanificare l'assunzione di quasi due astucci di staphysagria...Proprio quando avevo pensato che il PDI rappresentasse il male minore per il Paese, stamane mi giunge alle orecchie (o meglio, alle antenne) una canzone che declama le lodi del Partito Democratico Italiano sulle note di YMCA dei Village People che, poveracci, non han fatto proprio nulla di male. Inizialmente ho riso, credendo si trattasse di uno scherzo, ma immediatamente dopo il mio barlume di speranza è stato demolito dalla voce tremante e amareggiata del Dj che ha dichiarato:"non è uno scherzo, questo video...è ufficiale". L'iniziativa è stata presa dalla sede Lombarda del PDI, che ha scritto il testo, cantato, e girato un video che ho tentato di ritrovare sulla rete. Non ho avuto successo. Durante la ricerca però, ho scoperto la "Democratica.tv". Che dire? Come commentare? Walter è sempre stato un buffone, ma come sindaco non è stato poi così malvagio. Ora sembra l'imitatore incompetente (come la simpatica Unzicher che fa Berlusconi su striscia la notizia, per intenderci) di Martin Luther King: lo stesso tono profetico e solenne, solo che invece di proclamare utopiche speranze provenienti dal cuore, biascica con l'intonazione di un attore di "un posto al sole" utopiche fandonie suggerite dalla paraculaggine. Silvio almeno ha dimostrato un minimo di onestà nel cambiare il nome del partito da "La Casa delle Libertà" (dove potevamo fare un pò come cazzo ci pare) a il "Popolo delle Libertà" che, sia bene inteso, il tetto non è assicurato su tutte le capoccette votanti, bensì solo alle ragazze dal bel sorriso intenzionate a sposare uno dei 5 Berlusconi Junior.
Mi vengono i brividabadibidi.
p.s. se qualcuno ha più fortuna di me con il video dell'inno lombardo del PDI può farmelo sapere, devo vederlo.
Tornerò sotto al nostro arco e alzerò il mento, allontanerò lo sguardo verso i Fori illuminati dal viola fiammeggiante del crepuscolo. La gente mi camminerà attorno senza curarsi di ciò che mi passa per la testa. Te. Che sei distante ma ti sento. Ti conosco e so esattamente cosa stai facendo, senza neppure vederti. Sarò solo metà, sotto al nostro arco, ma avvertirò la tua presenza come se il tuo sorriso allegro e impreciso fosse vicino a me, a due centimetri dai miei capelli. Spalancherò gli occhi, pieni d’amore, per tutto quello che ho intorno, sentendomi i tuoi addosso, mentre i Santi Luca e Martina mi guardano, ricordandosi di quando eravamo assieme. Si prenderà Roma l’amore che a te non interessa. Lo imparerai, prima o poi, quando sarai più grande e avrai compreso tante altre cose. E chi ti stringerà la mano vivrà il mio sogno. Tornerò sotto al nostro arco per ripetermi che ti ho amato tantissimo.
Beck-Static/Diamond Bollocks-Mutations
I buoni propositi c'eran tutti. Penso agli ultimi avvenimenti. A quelli incisivi; a quelli "è stato breve ma intenso"; a quelli che proprio avvenimenti non sono, ma che pur trattandosi, in finale, solo di piccole cose, assumono un peso mastodontico. Penso alle sfumature e a cosa invece è nitido. Ci sono poche cose nitide. I cambiamenti forse, per quanto paradossale possa sembrare, sono l'unica cosa certa che riesco a distinguere da tutto quello che nella mia vita è apparso per poi dissolversi dopo "del tempo"...non "un pò di tempo" non "dopo molto tempo" semplicemente "del tempo". Il giusto che occorreva.

Esattamente un anno fa il cielo era di un grigio omogeneo proprio come oggi. A quest'ora mi trovavo a scrivere in un quartiere altrettanto grigio. Dire che non si distingueva l'asfalto dal cielo fa molto Virginia Woolf di inizio millennio, 'nevvero? Sta di fatto che una precoce e florida fioritura di un unico albero di mimosa su tutto il viale popolato da altri spogli e spietatamente potati (probabilmente da un giardiniere ubriaco e fannullone) arbustini ha catturato la mia attenzione. Il giallo acceso dei batuffoli faceva da padrone su tutto il resto uguale, noioso, morto, insensato. Era da fotografia. Era esattamente come in quelle foto d'autore in bianco e nero dove solo un elemento, quello principale, mantiene il colore. Era proprio così, solo che non c'erano interventi grafici, era vero. E me lo sono ricordato. Avrei voglia di dipingerlo...di preparare la carta e inumidire gli acquerelli, nonostante abbia cose "più importanti da fare", che non mi interessano e che non interessano neanche a chi mi ha detto di farle. Però "bisogna fare quel che bisogna fare!" e intanto abbasso la testa, eseguo gli ordini e rimando il mio quadretto grigio e giallo.